Kowka War Zone. Long distance ghost patrol.

POV_tips - Copia

Once you had flown or raced or waited for or fought with a Doa,
he or she would always stay there,
with you
and you would have brought him or her,
in and behind you everywhere,
to fly with you
to fall with you
in silence with you
and their presence would have given you strength and
would have created deep reverberations within you,
for a very long time.
It is useless to cry on the other ridge of the universe,
where zombies devour the interstices of dreams,
long distance ghost patrol.

 

Una volta che avevi volato o corso o atteso o combattuto assieme ad un Doa,
lui o lei sarebbe rimasto sempre lì,
con te
e te saresti portato lui o lei ,
dentro e dietro di te ovunque,
a volare con te
a cadere con te
in silenzio con te
e la loro presenza ti avrebbe dato forza e
avrebbe creato profondi riverberi dentro di te,
per lunghissimo tempo.
E’ inutile piangere sull’altro crinale dell’universo,
là dove i zombie divorano gli interstizi dei sogni,
pattugliamento fantasma a lunga distanza.

 

  • (Image taken from Web)
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139ers War Zone. We.

fortyniners2 2 1k

 

Romeo  “Captain”   +

Monet   “Winter Soldier”   +

Bones    “Tiger”

Marvin

Artemisia

Tommy   “Pooh”

Lulù        “Spring Soldier”

Ghepo     “Cheetah”   +

Ugly   +

Gattone   +

Big Gray +

Ladycat    “Rainbow Ladycat”   +

Gattona    “Kowka”   +

Scale

White&Gray   +

Little Miss Ladygray

Piccolo

Neeve

Ladycat War Zone.  Heart of darkness.

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The beast crumpled before the steaming table
and with ill-concealed sadness
he went on to feast
with all our innermost nightmares.
In front of the heart of darkness
anyone silent
or seek refuge in difficult words
inperforabili
or to distract
to run away
far
as far away as possible.
Yes, you could too
be afraid,
really so scared.

 

La bestia s’acciottolò dinnanzi al desco fumante
e con malcelata mestizia
s’appropinquò a banchettare
con tutti i nostri più reconditi incubi.
A fronte del cuore di tenebra
chiunque tace
o cerca rifugio in parole difficili
inperforabili
o per distrarre
per scappare via
lontano
il più lontano possibile.
Sì, anche tu potresti
avere paura,
davvero tanta paura.

 

We was born…

“We was born with the morning sun
in a snowy day under a rainy stars…”

… Non cercatelo, sta scorrazzando allegramente confondendosi con il rumore del fondo cielo sull’armonica universale della riga dell’idrogeno neutro, veleggiando oltre la contraerea dell’umanità, se lo vedrete, sarà solo un guizzo fulvo fra un mare d’erba sull’aspro crinale, che scende giù rompicollo sorridendo.
Lei amava disperatamente ferocemente la vita, la sua vita così tanto da essere irraggiungibile se non da chi rispettava il suo desiderio di vivere e poi passare a modo suo, senza riserve.
Non disperderemo quel poco che abbiamo vissuto insieme, forgiato assieme un timido e abbozzato rosario.

 

… Do not look for him, he is running around happily blending with the noise of the sky on the universal harmonica of the line of neutral hydrogen, sailing beyond the flak of humanity, if it is you will see, it will be only a fawn flash among a sea of grass on the sharp ridge, coming down the breaker smiling.
She desperately loved life fiercely, her life so much as to be unattainable except by those who respected her desire to live and then pass in her own way, without reservation.
We will not waste what little we have lived together, forging together a timid and sketchy rosary.

Monet War Zone. I was a winter soldier, bro.

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Ero un soldato d’inverno.

Ma non trovai la mia zona di atterraggio quella notte, fratello.
Fischiavano forte i bengala viola lassù,
ma ormai l’unica cosa che sentivo era il dolore.
Nè la vista, nè l’udito, nè sapore.
L’odore era acre di rabbia e paura, ma ne ero saturo.
Il tatto era calcinato indurito furente freddo.
Straniero.
Non trovai la mia zona di atterraggio quella notte, fratello.
Faceva troppo male.
Troppo scuro, lontano.
Il fiato spezzato, l’occhio crepato.
Dio, come faceva male tutto questo.
Volevo andare.
Per te.
Volevo restare.
Per te.
Dannazione, hai perso un po’ della tua anima quella notte, vero?
Le dita sulle costole le sentivo.
Ma sotto quelle dorsali sbrecciate c’era un filo di vento, poco, troppo poco.
E nella cavernosa grotta poco movimento.
Dentro me c’era freddo e dolore.
Dov’era il cielo?
Dove?

Erano abbracci silenziosi e perenni sul crinale della sofferenza e della gioia.
Esistenze concentriche.
Discese notturne al buio, cadute in shock, avvitamenti incontrollati.
Il coltello da combattimento traccia archi di farfalle multicolori nella nebbia.
Le nostre ferite erano lampi di luce, il cammino era ancora lungo e silenzioso.
Cavalcando i marosi imperscrutabili, accecati dai flutti nebulizzati di quell’immenso mare che é sia redenzione che salvataggio, chi salva e chi é salvato?
Ognuno é l’altro e se stesso e nessuno allo stesso tempo,
ci guardammo allontanarci l’uno dall’altro con gli scarponi rotti, le parole spezzate e un vocabolario ormai lontano dall’uomo, o dal gatto.
Tenevamo lo sguardo inchiodato a terra e al cielo. Eravamo caduti, dispersi, morti sopravvissuti e vivi, tutto e niente insieme. Chiedendoci i perché, ci salutammo stringendoci le mani doloranti, ci ritroveremo con un sorriso.
Forse, fratello o sorella.

 

I was a winter soldier.

But I didn’t find my landing zone that night, brother.
The purple flares whistled loudly up there,
but now the only thing I felt was pain.
Neither sight, nor hearing, nor taste.
The smell was bitter with anger and fear, but I was saturated with it.
The feel was calcined hardened cold furious.
Foreigner.
I didn’t find my landing area that night, brother.
It hurt too much.
Too dark, far away.
The broken breath, the cracked eye.
God, how all this hurt.
I wanted to go.
For you.
I wanted to stay.
For you.
Damn, you lost some of your soul that night, didn’t you?
I felt the fingers on the ribs.
But under those chipped ridges there was a little wind, little, too little.
And in the cavernous cave little movement.
It was cold and pain inside me.
Where was the sky?
Where is it?

They were silent and perennial embraces on the ridge of suffering and joy.
Concentric existences.
Night descents in the dark, falls in shock, uncontrolled twists.
The combat knife traces bows of multicolored butterflies in the fog.
Our wounds were flashes of light, the path was still long and silent.
Riding the inscrutable waves, blinded by the misty waves of that immense sea that is both redemption and salvation, who saves and who is saved?
Each is the other and himself and none at the same time, we looked away from each other with broken boots, broken words and a vocabulary now far from the man,
or from the cat.
We kept our eyes on the ground and the sky. We had fallen, lost, survived dead and alive, all and nothing together. Asking us why, we greeted each other, shaking our hands in pain, and we will meet again with a smile.
Maybe, brother or sister.