Kowka War Zone. Long distance ghost patrol.

POV_tips - Copia

Once you had flown or raced or waited for or fought with a Doa,
he or she would always stay there,
with you
and you would have brought him or her,
in and behind you everywhere,
to fly with you
to fall with you
in silence with you
and their presence would have given you strength and
would have created deep reverberations within you,
for a very long time.
It is useless to cry on the other ridge of the universe,
where zombies devour the interstices of dreams,
long distance ghost patrol.

 

Una volta che avevi volato o corso o atteso o combattuto assieme ad un Doa,
lui o lei sarebbe rimasto sempre lì,
con te
e te saresti portato lui o lei ,
dentro e dietro di te ovunque,
a volare con te
a cadere con te
in silenzio con te
e la loro presenza ti avrebbe dato forza e
avrebbe creato profondi riverberi dentro di te,
per lunghissimo tempo.
E’ inutile piangere sull’altro crinale dell’universo,
là dove i zombie divorano gli interstizi dei sogni,
pattugliamento fantasma a lunga distanza.

 

  • (Image taken from Web)
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139ers War Zone. Light.

I had always looked for that light, I knew it was there, that it would always be there.

Somehow he would always have rippled the look, the touch, the memories or perhaps that sense that walks on tiptoe, and that all of a sudden it permeates without words, or just a light breeze away that smelled of home.

 

L’avevo cercata sempre quella luce, sapevo che c’era, che ci sarebbe sempre stata.

In qualche modo avrebbe sempre increspato lo sguardo, il tatto, i ricordi o forse quel senso che cammina in punta di piedi, e che all’improvviso tutto permea senza parole, o solo una leggera brezza lontana che sapeva di casa.

 

139ers War Zone. We.

fortyniners2 2 1k

 

Romeo  “Captain”   +

Monet   “Winter Soldier”   +

Bones    “Tiger”

Marvin

Artemisia

Tommy   “Pooh”

Lulù        “Spring Soldier”

Ghepo     “Cheetah”   +

Ugly   +

Gattone   +

Big Gray +

Ladycat    “Rainbow Ladycat”   +

Gattona    “Kowka”   +

Scale

White&Gray   +

Little Miss Ladygray

Piccolo

Neeve

Kowka War Zone. Inner flags.

I still raise our flag again,
sister.

We were so overwhelmed by our naive dreams of life
that we thought to be able to grow old together,
sister.

I still raise one more time our flag,
Major Kowka.

 
Alzo ancora la nostra bandiera,
sorella.

Eravamo così sommersi dai nostri ingenui sogni di vita
che pensavamo di poter invecchiare assieme,
sorella.

Alzo ancora una volta la nostra bandiera,
Maggiore Kowka.

 

Ladycat War Zone. Reverse shadows.

Reverse shadows near Zulu point,
framed in an inner war zone,
I don’t want to be what I’ve been
or whoever they thought I was.
Because gray is the color of empathy.
To see the impossible nuances in the middle
of the clearing of the penumbrally
from purple flares and fatuous fires, countermeasures and false targets.
Along the inverse Gaussian of existence,
the fingers fracture in the narrow moraine crevasses,
the knees ossify in the watched suspensions
in the gloom under the Milky Way and the stern
but compassionate gaze of the great North,
Hesperides in the sky dart foreshadowing the unborned dust; the mud,
don’t worry about silence or wounds or screams or dreams.

Asphalt or path split like a metamorphic schist from the absence
and emptiness of a majestic primordial glacier that disappeared suddenly,
soaked by the native smell of the ridge of the Hill.

 
Ombre inverse vicino a Zulu point, ingabbiate in una zona di guerra interiore,
non voglio essere quello che sono stato o chi pensavano io fossi.
Perché il grigio é il colore dell’empatia.
Per vedere le sfumature impossibili in mezzo alla radura chiasmata penombralmente
da bengala viola e fuochi fatui, contromisure e falsi bersagli.
Lungo la gaussiana inversa dell’esistenza le dita si fratturano
nei stretti crepacci morenici, le ginocchia si ossificano nelle sospensioni vegliate
nella penombra sotto la Via Lattea e lo sguardo severo
ma compassionevole del grande Nord, esperidi nel cielo dardeggiano
annunciando l’aurora non nata,
nessun dorma vicino alla frammentata ragazza arcobaleno,
innesta i sensi da combattimento, scivola nel tempo plastico immobile

come un uomo un soldato nel fango, non preoccuparti del silenzio o delle parole o delle urla o dei sogni.

Asfalto o sentiero spaccato come una scisti metamorfica dall’assenza e dal vuoto
d’un maestoso ghiacciaio primordiale scomparso all’improvviso,
intriso dall’odore nativo del crinale della Collina.