Kowka War Zone. A spaceman’s blues.

zero gravity two

 

The enfiladed willy pete surprised us that dawn,
sister,
when the premature winter solstice juxtaposed a confused image of the Hill, where on the ridge immersed in the short stubble gripped by the cold, the rainbow girl tried to reach us through dreams, and the winter soldier shouted mutually.
You stared at me with your eyes from the worn and calcined look so hard that I could not let go, we were so damn near a Zulu point that our souls were cut and sewn together, we had the smell turned into iron, we who jumped down from the ionosphere as torpedoes to white heat or improbable guerrillas at risk of mastitis, on the edge of a mad, naive shared dream, and be it all or nothing.
Or both.
Near Zulu point
no interstellar intersection
no intersection of the Milky Way
no passage in Perseus’s arm
it’s possible.
We already fell with the smashed wings,
oh, ***,
what darkness over there.
How many times our lives have intertwined so much
to be indistinguishable from one another?

 


Il willy pete d’infilata ci sorprese quell’alba,

sorella,
quando il prematuro solstizio d’inverno giustappose una immagine confusa della Collina, là dove sul crinale immersa nella corta stoppia ghermita dal freddo, la ragazza arcobaleno tentava d’arrivare a noi tramite i sogni, e il soldato d’inverno urlava mutamente.
Mi fissasti con i tuoi occhi dallo sguardo logorato e calcinato così fortemente che non potei mollare la presa, eravamo così dannatamente vicini a zulu point che le nostre anime erano ritagliate e cucite assieme, avevamo l’odore virato in ferro, noi che ci lanciammo giù dalla ionosfera come torpedini al calor bianco o improbi
guerriglieri a rischio mastite, sul limitare d’un folle ingenuo sogno condiviso, e sia tutto questo o niente.
O tutti e due.
Vicino a Zulu point
nessuna intersezione interstellare
nessuna intersezione della Via Lattea
nessun passaggio nel braccio di Perseo
è possibile.
Cademmo già con le ali fracassate,
oh, ***,
che buio laggiù.
Quante volte le nostre vite si sono intrecciate così tanto
da essere indistinguibili l’una dall’altra?

 

 

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Kowka War Zone. Disembark near Juno beach of Proxima B.

procop2en - Copia - Copia.jpg

VI XII.
We were on a hyperbolic course,
time broken in half, diffracted specularly.

VI VI.
On the opposite side of the Earth’s orbit,
ghosts peek through the ventricles
of stellar diffraction figures,
kicking through the dense atmosphere
they make space in the infrared band
that much to re-emerge on the wave
of the stellar storm
high energy protons
trigger dreams rem
impossible
like the tangible escape routes.
Six months along the trench
white black and red
muffled breaths
held up suspended
in combat.
Yet
together,
back to the trench
I dream
you.

We should be able to believe in the impossible because
it is the only way to take away those masks and chains
that they imposed on us before we were born.

 

VI XII.
Eravamo in rotta iperbolica,
il tempo spezzato a metà, diffratto specularmente.

VI VI.
Dalla parte opposta dell’orbita terrestre,
i fantasmi sbirciano attraverso i ventricoli
delle figure di diffrazione stellari,
scalciano attraverso l’atmosfera densa
si fanno spazio nella banda infrarossa
quel tanto per riemergere sull’onda
della tempesta stellare
protoni ad alta energia
innescano sogni rem
impossibili
come le tangibili vie di fuga.
Sei mesi lungo la trincea
bianca nera e rossa
respiri smorzati
trattenuti sospesi
nel combattimento.
Ancora
insieme,
tornando alla trincea
io sogno
te.

Bisognerebbe saper credere nell’impossibile perché
é l’unico modo di toglierci quelle maschere e catene
che ci hanno imposto prima di nascere.

 

 

 

 

Ladycat War Zone. We were blind.

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We were blind,
so we were who?
So what we are?
We were blind in a blind combat,
like in a dark room, or in a tunnel without escape,
we were glimpsed a shy light.
So who were weirds?
At southwest of a crumpled heaven,
we are looking for a damned foo-fighters,
us,
check our breaths,
sister,
we’re flying over an antihuman artillery
under a deep obscurity
without the Moon.

 
Eravamo ciechi,
quindi chi eravamo?
Quindi cosa siamo?
Siamo stati ciechi in un combattimento cieco,
come in una stanza buia o in un tunnel senza uscita,
abbiamo intravisto una timida luce.
Quindi chi erano gli strani?
A sud-ovest di un paradiso accartocciato,
stiamo cercando un dannato foo-fighters,
noi,
controlla i nostri respiri, sorella,
stiamo sorvolando un’artiglieria antiumana
sotto una profonda oscurità
senza la Luna.

 

 

Ladycat War Zone. Well layered in transparency.

You see it well layered in transparency, the pain.
Cold-forged on leather and bones decorated on the soul
for what little you can see
as if she were demure fragile mottled bare skin.
Well, you will never see me in the mirror looking at my wounds.
I put them in words thrown into the wind, nothing more.

After all this the view evaporated
sublimated
aground,
sticking like crashed darts in an unreal landscape
of hatched lips deformed in retention
primitive spasmodic litanies.
Metamorphic metamorphosis, who was spotted in the sour soil?
Hailed glances over the Hill at dusk,
in silence we hold our breaths and try to keep our eyes open
within the confines of an ontological sphere of opals,
intrusive possibilities over time,
rows of happy memories piled up in pastel shades.

 

Lo vedi bene stratificato in trasparenza, il dolore.
Forgiato a freddo su pelle e ossa istoriato sull’anima
per quel poco che lasci intravedere
come se fosse pudica fragile screziata pelle nuda.
Orbene, non mi vedrai mai allo specchio a guardarmi le ferite.
Le inscrivo in parole gettate al vento, niente di più.

Dopo tutto questo la vista evaporò sublimò s’arenò,
conficcandosi come dardi schiantati in un paesaggio irreale
di labbra schiuse deformate in trattenute
primigenee litanie spasmodiche.
Metamorfosi metamorfiche, chi é scistato nell’agro speglio?
Grandinata di sguardi sopra la Collina all’imbrunire,
nel silenzio tratteniamo i respiri e cerchiamo di tenere gli occhi aperti
entro i confini d’una ontologica sfera di opaline possibilità intrusive
smottate nel tempo,
filari di ricordi felici affastellati in viraggi color pastello.

Kowka War Zone. @1.39 Kelvin the winter soldiers were dimmed in the near infrared.

cropped-df.jpg

Giustapposte a feritoie le nostre ferite
echi non verbali risalgono oltre le trincee
dei nostri tormentati animi
squassati da tsunami
senza nome o suono o senso
innescati da assonanze ignote
cerchiamo rifugio dall’onda d’urto
della vampata bianca

Il sangue risaliva oltre i bastioni del diaframma
cavalcava il rombo della voce al calor bianco
increspava le ossa calcinata
con un crepitio folle
fino a fiorire selvaggiamente
nei neuroni lanciati in un equilibrismo stellare
fra collasso gravitazionale e disfacimento
sul crinale della riga del ferro

non dormire sotto
il braccio ferito
di
una vecchia galassia
con
una solitaria
piccola nana gialla
chiamata Sole.

 

Our wounds juxtaposed with slits
non-verbal echoes go back beyond the trenches
of our tormented souls
hit by tsunamis
without name or sound or sense
triggered by unknown assonances
we seek refuge from the shock wave
of the white blaze

The blood went back over the ramparts of the diaphragm
he rode the roar of the white-hot voice
rippled limestone bones
with a crazy crackle
until it blooms wildly
in neurons launched in a stellar balancing act
between gravitational collapse and weathering
on the ridge of the iron line

no sleep under
a wounded arm
of
an old galaxy
with
a lonely
little yellow dwarf
called Sun.