Catography # 30. “Vieni con me”

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(Immagine e copyright di Marianna Zampieri, pubblicato con la gentile concessione dell’autrice).

Anni fa, mia nonna adottiva, senza una parola, nel mezzo di un pranzo uscì dalla stanza. Come sempre la seguii.
Lei chiuse la porta alle mie spalle e mi prese sottobraccio, attraversammo la casa, arrivammo sulla veranda. Lì c’erano le sue gatte, mamma e figlia, abbracciate sotto il tiepido abbraccio del sole.
Erano lì, insieme e questo era il loro tutto. Restammo a guardarle in silenzio, ognuno con i suoi pensieri, senza parlare, estranei al mondo.
Lei sorrise discretamente, a se stessa, si accoccolò sulle ginocchia doloranti e con le mani vissute e nodose le accarezzò.
Si rialzò gemendo, mi riprese sottobraccio e con il nostro muto e reciproco rituale la
accompagnai sulla sua poltrona consunta dal tempo.
Le mie rughe sono me stessa, diceva, e mi piacciono, definiscono me stessa.
Le porsi le sigarette e il posacenere.
Ne prese una e la cominciò a ciancicare con le dita sabbiose, vedevo il suo sguardo che cercava di trovare le parole giuste, misurate, senza sprechi, sotto la montatura tartarugata.
La contorse a lungo fra le dita. Poi, l’accese, e con la sigaretta fra le labbra disse:
“Un giorno anche tu sentirai il bisogno di qualcuno ti prenda sottobraccio e che ti porti nel suo mondo, nel tuo mondo, il mondo dei gatti”
Con il silenzio o con poche parole, gesti misurati, il rispetto e l’affetto ben custodito e non sprecato.
Aveva ragione, come sempre.
Un braccio su cui appoggiarsi, una zampa che ti indichi la strada, un’anima che si sia stata forgiata in un crogiolo simile al tuo, un sentire comune e un senso di appartenenza senza possessione e libero.
Uno sguardo che ti mostri dov’è casa, il tuo essere, che ti mostri il cancello chiuso e che solo lui o lei conosce e più oltrepassare, il suo territorio.
Che noi, o che solo alcuni di noi possono intravedere in un fugace momento e lo immortalano per noi.
Lei o lui, ci guarda, ci aspetta, ci fa vedere l’impossibile.

“Vieni con me.
In silenzio.
Con rispetto.
Permettimi di essere il tuo sguardo e guarda il mondo attraverso i miei occhi.
E fidati di me

 

 

 

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