Catography # 24. “Noi viviamo in un alto castello?”

ccc

Viviamo confinati in un alto castello che abbiamo costruito, inespugnabile,
una gabbia puramente illusoria e mentale?
O come gli altri animali della foresta, dove tutto si manifesta senza sovrastrutture e compromessi?
Altri animali, perché siamo animali, a dispetto di una gabbia ontologica.
Forse il percorso corretto è nel mezzo: camminare con coraggio, e ritirarsi dentro.
Forse tutti noi siamo stati gettati nella vita, non importa quanto tempo si vive, ma ciò che si fa.
Cercando di non cadere nella buca del suggeritore, evitando di essere anestetizzati troppo.
Forse siamo nati per caso, ma possiamo provare a fare la differenza.
Come gli animali.
Come i gatti e gli uomo. Nel senso di essere umano.
Noi viviamo e sopravviviamo.
Essere un soccorritore è difficile, cerchiamo di salvare una vita, di dare un’altra possibilità di vita.
Al mondo. Abbiamo le stesse emozioni. La paura, il dolore e la solitudine.
Noi combattiamo insieme le battaglie più difficili insieme, in silenzio.
Da soli. Ma con l’affetto di persone lontane.
Noi combattiamo le battaglie più dure, vinciamo e perdiamo, ma non abbiamo paura di mostrarci in lacrime.
Disperazione, rabbia, gioia, senza risparmiarsi, ad ogni costo.
Senza mai vergognarsi.
Perché nelle nostre lacrime c’è il germe di una passione indomabile.
Solo gli esseri umani che hanno la forza di non nascondere le loro debolezze possono affrontare il nemico più odioso.
Noi stessi. La paura e la morte.
Fare la differenza. Oppure provare instancabilmente.
Noi siamo questo.

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